admin On luglio - 21 - 2011

La provincia è in cima alle classifiche nei consumi della pillola blu

Ma i pratesi lavorano troppo? Forse sì. Il dubbio sorge in maniera indiretta se ci soffermiamo per un attimo a considerare i dati di consumo di un certo farmaco che, negli ultimi anni, ha fatto molto discutere: il Viagra.
Se alle macchine filatrici e ai telai gli abitanti di Prato sono efficienti al cento per cento, sotto le lenzuola le cose sembrano andare un po’ peggio. Le statistiche sembrerebbero infatti che lo stress e le preoccupazioni di quanti lavorano nel tessile costituiscano un vero anti-afrodisiaco. E forse anche la crisi che il settore sta vivendo negli ultimi anni ha contribuito in questo senso. Viene da pensare che la proverbiale e spesso invidiata operosità dei pratesi comporti degli svantaggi dal punto di vista delle prestazioni.
Da un’indagine della Pfizer, la casa farmaceutica produttrice del Viagra, condotta tra l’ottobre del 1998 e il luglio 2001 dall’agenzia internazionale Ims Health risulta infatti che, in Italia, la Toscana è in pole position per quanto riguarda l’utilizzo delle famose pillole blu e che Prato è la città toscana con il più alto consumo di questo farmaco. Nella classifica europea poi, l’Italia mantiene il terzo posto, preceduta soltanto da Germania e Regno Unito.
“La nostra società – afferma Claudio Benassai, psicologo e psicoterapeuta presso la Asl di Prato – è basata sul culto del prodotto e Prato in particolare, essendo una città così improntata sull’industria, rivolge la sua attenzione ai risultati finali. Questa voglia di produttività si riflette anche nell’aspetto sessuale. Un rapporto viene infatti considerato tale solo se si riesce ad arrivare all’orgasmo. Nei paesi orientali avviene il contrario e i rapporti si basano soprattutto sul ritardare il più possibile questo fattore, traendo il piacere dal confronto tra le due anime. Nel mondo occidentale questa spiritualità conta ben poco – sostiene ancora Benassai – poiché abbiamo una cultura sessuale basata sulla genitalità e non sull’eros. Forse è proprio per questo motivo che nasce negli uomini questa ansia da prestazione”.
Ma c’è anche chi non crede in questa crisi d’identità del maschio, almeno di quello pratese, e afferma che “la colpa è tutta delle donne”. E’ infatti con questa affermazione che Franco Casaglieri, attore comico, grande conoscitore e canzoniere dei vizi come delle virtù dei pratesi, fornisce una motivazione scientifica al primato dei suoi concittadini sui consumi di Viagra. “Conosce la topaina?”, chiede Casaglieri. Davanti ad uno scontato e divertito no dell’intervistatrice spiega: “è una sostanza presente solo nelle donne che, a differenza di quanto farebbe pensare il nome, è annidata tra i peli delle ascelle e stimola sessualmente l’uomo attraverso l’olfatto. Il pratese, in passato, non ha mai avuto bisogno di stimolazioni esterne o di additivi, ma oggi si trova forzatamente a combattere con la scomparsa della topaina, visto che le donne si radono. Mancando un tale ‘effluvio miracoloso’ – conclude amaro Franco Casaglieri – agli uomini non rimane che prendere il Viagra”.
Secondo i dati forniti dalla stessa casa farmaceutica risulta che siano anche molti giovani a fare uso di Viagra. “Il motivo principale – ipotizza Benassai – sembra essere il sovvertimento di ruoli tra maschi e femmine. Le donne hanno raggiunto ormai una consapevolezza della propria sessualità maggiore rispetto agli uomini e sono più esigenti in questo senso. Il maschio reagisce allora in maniera spesso immatura cercando un rimedio in questo tipo di farmaci per tutelare la propria virilità. Passare attraverso la medicalizzazione per curare questo tipo di problema è però frustrante e costituisce nella maggior parte dei casi solo un effetto placebo”.
Dal momento in cui il Viagra è apparso sul mercato, sembra che gli “over 40″ abbiano cercato in ogni modo di tutelare la propria virilità. E’ da sempre infatti un imperativo mascolino, quello di poter dimostrare alla propria compagna di continuare ad essere sempre in “perfetta forma” nonostante l’età, ma molto spesso il farmaco viene assunto senza che realmente sussista il problema. Qualcuno riesce a procurarselo senza la prescrizione medica e lo assume senza pensare alle controindicazioni. Tutto questo senza contare il fatto che l’impotenza è spesso una conseguenza di altri fattori, generalmente patologie croniche o influenze psicologiche.
Il rimedio giusto per gli accaniti consumatori pratesi potrebbe dunque essere quello di lasciare le grane della crisi del tessile e del lavoro fuori dalle mura domestiche e di riscoprire il piacere di godere pienamente della vita erotica, escludendo qualsiasi ansia da prestazione.
“Ciò che dovremmo fare – conclude Benassai – è leggere questi progressi della ricerca scientifica come un’opportunità in più e non come un sostituto della propria sicurezza, là dove questo non sia necessario. L’assunzione di Viagra, specie se non autorizzata da un medico, rappresenta una formula assicurativa pericolosa perché rischia di diventare un sostituto meccanico delle emozioni che può dare il rapporto d’amore tra due persone”.

Prestazioni da Guinness? Ecco il Cialis

Tempi duri per il Viagra. E’ infatti arrivato in Italia il 14 febbraio, per il giorno di San Valentino, il Cialis, la nuova pillola contro l’impotenza prodotta dalla Eli-Lilly. Il Cialis si presenta di colore giallo e promette un arco di potenza sessuale che va dalle ventiquattro alle trentasei ore, molte di più rispetto alle tre, quattro, della “vecchia” pillola blu. Il nuovo farmaco, il cui principio attivo è il tadalafil, agisce sullo stesso enzima del Viagra, aumentando il flusso sanguigno nel pene. Il nuovo prodotto ha però una composizione molecolare diversa, che ne prolunga l’effetto e che consente al paziente di non essere limitato nell’assunzione del farmaco a poca distanza da quella del rapporto, favorendo una maggiore spontaneità e naturalezza alla vita sessuale. L’arrivo del Cialis in Europa anticipa l’uscita negli Stati Uniti, dove l’agenzia americana sta ritardando l’autorizzazione.
In Italia è stato studiato da cinque centri (le università di Napoli, Modena, La Sapienza e Tor Vergata di Roma e l’università Vita e Salute del San Raffaele), sperimentandolo su oltre trecento pazienti, l’81% dei quali ne avrebbe tratto grande giovamento. Il costo di ogni singola compressa è di circa dieci euro.

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