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	<title>L&#039;Informazione a portata di click</title>
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		<title>Attenti al ladro&#8230; Come ti proteggo casa e uffici</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 09:43:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quello della sicurezza è uno dei temi più gettonati nel periodo delle vacanze estive, ancor più che durante tutto l&#8217;arco dell&#8217;anno. Questo perché i cosiddetti &#8216;topi d&#8217;appartamento&#8217; non vanno mai in ferie! Dopo mesi di lavoro, ecco che arrivano le tanto desiderate ferie da trascorrere in completo relax e in completa spensieratezza. Ma come sentirsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello della sicurezza è uno dei temi più gettonati nel periodo delle vacanze estive, ancor più che durante tutto l&#8217;arco dell&#8217;anno. Questo perché i cosiddetti &#8216;topi d&#8217;appartamento&#8217; non vanno mai in ferie! Dopo mesi di lavoro, ecco che arrivano le tanto desiderate ferie da trascorrere in completo relax e in completa spensieratezza. Ma come sentirsi tranquilli quando la casa, l&#8217;azienda, l&#8217;ufficio sono in pericolo? A differenza degli altri paesi europei l&#8217;Italia si merita una tiratina d&#8217;orecchie visto che in materia di sicurezza spende quattro volte meno degli inglesi e due volte meno degli svedesi. Ben cinque case su sei sono sprovviste di un impianto d&#8217;allarme e circa ogni tre minuti si verifica un furto.<br />
&#8220;Parlare di sicurezza è assai complicato &#8211; spiega Giorgio Bennati della Sea Sistemi elettronici d&#8217;allarme di Prato, nel settore dal 1968 &#8211; perché a differenza di altri beni di consumo i benefici fruibili da questi prodotti non sono immediati. Qualità ed efficienza si verificano solo quando malauguratamente se ne avverte la necessità. Questo è il motivo per cui anche l&#8217;assistenza tecnica è importantissima. E&#8217; regola che a cadenza semestrale venga effettuato un intervento di manutenzione sull&#8217;impianto&#8221;.<br />
Quindi la fiducia innanzitutto. Non è un caso che alla base di un buon impianto di sicurezza ci deve essere un corretto sopralluogo del sito da proteggere sia questo un&#8217;abitazione oppure un ufficio commerciale o ancora un&#8217;azienda industriale.<br />
&#8220;Cambia la filosofia di pensare e il modo di operare &#8211; riprende Bennati &#8211; se dobbiamo proteggere un alloggio privato daremo priorità alle persone che vi abitano e alla loro privacy. Diverso il caso in cui ciò che deve essere protetto è una struttura lavorativa con un pluralità di strumenti all&#8217;interno&#8221;.<br />
Tra privacy e sicurezza il passo è breve. E&#8217; sempre più facile trovare sul mercato sistemi di sicurezza collegati a centrali audiovisive, un motivo in più perché il cliente debba potersi fidare dell&#8217;azienda installatrice che naturalmente deve scrupolosamente attenersi alle normative di legge. Di fronte a un servizio così completo, ecco che la domanda nasce spontanea su quanto possa costare mettersi in sicurezza. L&#8217;esperto risponde che &#8220;non esistono regole al riguardo, la spesa per un impianto d&#8217;allarme varia a seconda delle reali esigenze del cliente, dell&#8217;ubicazione del sito da proteggere e di cosa effettivamente vada tutelato, ecco perché è importante una corretta analisi preventiva del rischio per poter individuare soluzioni su misura in un buon rapporto qualità e prezzo&#8221;. </p>
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		<title>Viagra un primato pratese</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 09:41:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La provincia è in cima alle classifiche nei consumi della pillola blu Ma i pratesi lavorano troppo? Forse sì. Il dubbio sorge in maniera indiretta se ci soffermiamo per un attimo a considerare i dati di consumo di un certo farmaco che, negli ultimi anni, ha fatto molto discutere: il Viagra. Se alle macchine filatrici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La provincia è in cima alle classifiche nei consumi della pillola blu</strong></p>
<p>Ma i pratesi lavorano troppo? Forse sì. Il dubbio sorge in maniera indiretta se ci soffermiamo per un attimo a considerare i dati di consumo di un certo farmaco che, negli ultimi anni, ha fatto molto discutere: il Viagra.<br />
Se alle macchine filatrici e ai telai gli abitanti di Prato sono efficienti al cento per cento, sotto le lenzuola le cose sembrano andare un po&#8217; peggio. Le statistiche sembrerebbero infatti che lo stress e le preoccupazioni di quanti lavorano nel tessile costituiscano un vero anti-afrodisiaco. E forse anche la crisi che il settore sta vivendo negli ultimi anni ha contribuito in questo senso. Viene da pensare che la proverbiale e spesso invidiata operosità dei pratesi comporti degli svantaggi dal punto di vista delle prestazioni.<br />
Da un&#8217;indagine della Pfizer, la casa farmaceutica produttrice del Viagra, condotta tra l&#8217;ottobre del 1998 e il luglio 2001 dall&#8217;agenzia internazionale Ims Health risulta infatti che, in Italia, la Toscana è in pole position per quanto riguarda l&#8217;utilizzo delle famose pillole blu e che Prato è la città toscana con il più alto consumo di questo farmaco. Nella classifica europea poi, l&#8217;Italia mantiene il terzo posto, preceduta soltanto da Germania e Regno Unito.<br />
&#8220;La nostra società &#8211; afferma Claudio Benassai, psicologo e psicoterapeuta presso la Asl di Prato &#8211; è basata sul culto del prodotto e Prato in particolare, essendo una città così improntata sull&#8217;industria, rivolge la sua attenzione ai risultati finali. Questa voglia di produttività si riflette anche nell&#8217;aspetto sessuale. Un rapporto viene infatti considerato tale solo se si riesce ad arrivare all&#8217;orgasmo. Nei paesi orientali avviene il contrario e i rapporti si basano soprattutto sul ritardare il più possibile questo fattore, traendo il piacere dal confronto tra le due anime. Nel mondo occidentale questa spiritualità conta ben poco &#8211; sostiene ancora Benassai &#8211; poiché abbiamo una cultura sessuale basata sulla genitalità e non sull&#8217;eros. Forse è proprio per questo motivo che nasce negli uomini questa ansia da prestazione&#8221;.<br />
Ma c&#8217;è anche chi non crede in questa crisi d&#8217;identità del maschio, almeno di quello pratese, e afferma che &#8220;la colpa è tutta delle donne&#8221;. E&#8217; infatti con questa affermazione che Franco Casaglieri, attore comico, grande conoscitore e canzoniere dei vizi come delle virtù dei pratesi, fornisce una motivazione scientifica al primato dei suoi concittadini sui consumi di Viagra. &#8220;Conosce la topaina?&#8221;, chiede Casaglieri. Davanti ad uno scontato e divertito no dell&#8217;intervistatrice spiega: &#8220;è una sostanza presente solo nelle donne che, a differenza di quanto farebbe pensare il nome, è annidata tra i peli delle ascelle e stimola sessualmente l&#8217;uomo attraverso l&#8217;olfatto. Il pratese, in passato, non ha mai avuto bisogno di stimolazioni esterne o di additivi, ma oggi si trova forzatamente a combattere con la scomparsa della topaina, visto che le donne si radono. Mancando un tale &#8216;effluvio miracoloso&#8217; &#8211; conclude amaro Franco Casaglieri &#8211; agli uomini non rimane che prendere il Viagra&#8221;.<br />
Secondo i dati forniti dalla stessa casa farmaceutica risulta che siano anche molti giovani a fare uso di Viagra. &#8220;Il motivo principale &#8211; ipotizza Benassai &#8211; sembra essere il sovvertimento di ruoli tra maschi e femmine. Le donne hanno raggiunto ormai una consapevolezza della propria sessualità maggiore rispetto agli uomini e sono più esigenti in questo senso. Il maschio reagisce allora in maniera spesso immatura cercando un rimedio in questo tipo di farmaci per tutelare la propria virilità. Passare attraverso la medicalizzazione per curare questo tipo di problema è però frustrante e costituisce nella maggior parte dei casi solo un effetto placebo&#8221;.<br />
Dal momento in cui il Viagra è apparso sul mercato, sembra che gli &#8220;over 40&#8243; abbiano cercato in ogni modo di tutelare la propria virilità. E&#8217; da sempre infatti un imperativo mascolino, quello di poter dimostrare alla propria compagna di continuare ad essere sempre in &#8220;perfetta forma&#8221; nonostante l&#8217;età, ma molto spesso il farmaco viene assunto senza che realmente sussista il problema. Qualcuno riesce a procurarselo senza la prescrizione medica e lo assume senza pensare alle controindicazioni. Tutto questo senza contare il fatto che l&#8217;impotenza è spesso una conseguenza di altri fattori, generalmente patologie croniche o influenze psicologiche.<br />
Il rimedio giusto per gli accaniti consumatori pratesi potrebbe dunque essere quello di lasciare le grane della crisi del tessile e del lavoro fuori dalle mura domestiche e di riscoprire il piacere di godere pienamente della vita erotica, escludendo qualsiasi ansia da prestazione.<br />
&#8220;Ciò che dovremmo fare &#8211; conclude Benassai &#8211; è leggere questi progressi della ricerca scientifica come un&#8217;opportunità in più e non come un sostituto della propria sicurezza, là dove questo non sia necessario. L&#8217;assunzione di Viagra, specie se non autorizzata da un medico, rappresenta una formula assicurativa pericolosa perché rischia di diventare un sostituto meccanico delle emozioni che può dare il rapporto d&#8217;amore tra due persone&#8221;.</p>
<p>Prestazioni da Guinness? Ecco il Cialis</p>
<p>Tempi duri per il Viagra. E&#8217; infatti arrivato in Italia il 14 febbraio, per il giorno di San Valentino, il Cialis, la nuova pillola contro l&#8217;impotenza prodotta dalla Eli-Lilly. Il Cialis si presenta di colore giallo e promette un arco di potenza sessuale che va dalle ventiquattro alle trentasei ore, molte di più rispetto alle tre, quattro, della &#8220;vecchia&#8221; pillola blu. Il nuovo farmaco, il cui principio attivo è il tadalafil, agisce sullo stesso enzima del Viagra, aumentando il flusso sanguigno nel pene. Il nuovo prodotto ha però una composizione molecolare diversa, che ne prolunga l&#8217;effetto e che consente al paziente di non essere limitato nell&#8217;assunzione del farmaco a poca distanza da quella del rapporto, favorendo una maggiore spontaneità e naturalezza alla vita sessuale. L&#8217;arrivo del Cialis in Europa anticipa l&#8217;uscita negli Stati Uniti, dove l&#8217;agenzia americana sta ritardando l&#8217;autorizzazione.<br />
In Italia è stato studiato da cinque centri (le università di Napoli, Modena, La Sapienza e Tor Vergata di Roma e l&#8217;università Vita e Salute del San Raffaele), sperimentandolo su oltre trecento pazienti, l&#8217;81% dei quali ne avrebbe tratto grande giovamento. Il costo di ogni singola compressa è di circa dieci euro.</p>
<p>Leggi anche:<br />
<br /><a href="http://www.allon4novara.it/" title="all on four novara">all on four novara</a> &rarr; l&#8217;implantologia sostituisce la protesi dentale.<br /><a href="http://www.psicologi--roma.it/" title="psicologo roma">psicologo roma</a> &rarr; inizia il tuo percorso per ritrovare la pace.<br /></p>
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		<title>Fibre nobili: quella ricchezza che fa la differenza</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 09:38:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Preziosissime, sofisticate, morbide al tatto: vestirsi di alpaca, mohair, cachemire, cammello può davvero fare la differenza, non solo per chi le porta ma anche agli occhi di chi osserva la vestibilità di questi capi. In gergo si definiscono &#8220;fibre nobili&#8221; e non è certo un caso. Negli ultimi anni la produzione di filati lavorati con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Preziosissime, sofisticate, morbide al tatto: vestirsi di alpaca, mohair, cachemire, cammello può davvero fare la differenza, non solo per chi le porta ma anche agli occhi di chi osserva la vestibilità di questi capi. In gergo si definiscono &#8220;fibre nobili&#8221; e non è certo un caso. Negli ultimi anni la produzione di filati lavorati con queste fibre è incrementata notevolmente a Prato: il mercato è alla continua ricerca della qualità, e lavorare le fibre nobili vuol dire riuscire ad offrire qualcosa di più. E l&#8217;interesse del mercato è in continua crescita. Circa il 30 per cento delle importazioni italiane di &#8220;peli fini&#8221; (come venivano chiamate dalla normativa di un tempo questi materiali) finisce a Prato. Tra il 2000 e il 2001 è a sua volta cresciuta del 25 per cento l&#8217;importazione italiane di fibre nobili. A Prato finiscono mediamente 2200 tonnellate di peli fini, che poi saranno sottoposti a processi di lavorazione per diventare nella maggioranza dei casi filati da maglieria. Di questi la gran parte è cachemire, con circa 1600 tonnellate, seguito dal cammello, con 400 tonnellate, e dall&#8217;alpaca, con 200 tonnellate. Cifre trascurabili se paragonate a quelle relative alla lana che passa per Prato, ma che danno un&#8217;idea della dimensione della produzione a livello nazionale. &#8220;La produzione di fibre nobili pure, cioè senza l&#8217;aggiunta di altri materiali, è del tutto trascurabile &#8211; commenta Giors Oneto di Woolmark -. Piuttosto il cachemire, il mohair o l&#8217;alpaca vengono lavorati insieme alla lana, per arricchire il filato o il tessuto e fargli acquistare valore&#8221;. Sulle lavorazioni miste i pratesi hanno molto da dire: l&#8217;innovazione e l&#8217;ingegno che fino ad oggi ha caratterizzato la produzione locale ha visto proprio nella capacità di dare vita a filati nuovi, nati da inedite fusioni, il tocco di originalità della lavorazione locale. &#8220;A Prato si lavora molto bene la lana vergine, ma per quello che riguarda le fibre nobili i leader italiani sono altri, come ad esempio i biellesi &#8211; continua Oneto &#8211; E&#8217; vero però che c&#8217;è un&#8217;attenzione crescente nel mercato nei confronti di questi materiali e che negli ultimi anni Prato ha fatto dei grandi passi avanti in questo tipo di produzioni&#8221;. Il mercato se n&#8217;è accorto e sta premiando questo nuovo ciclo, che di fatto continua a girare nonostante l&#8217;aria di crisi. I nuovi ricchi, d&#8217;altronde, vogliono vestire bene e questo non può significare altro che indossare materiali di un certo tipo. Ad esempio la lavorazione del cachemire con la seta è ormai all&#8217;ordine del giorno: il risultato è un filato molto fine, leggero, che dà vita a delle maglie morbide e calde, dal fascino indiscutibile. &#8220;Prato non abbandonerà certo le sue produzioni tradizionali per mettersi a lavorare il cachemire &#8211; aggiunge Oneto &#8211; ma essere in grado di offrire prodotti di qualità aiuta l&#8217;immagine del distretto. Spesso una percentuale di cachemire all&#8217;interno di un tessuto può attirare il compratore, che in questo modo può fregiare l&#8217;etichetta finale di un plus rappresentato proprio dalla presenza di una fibre di maggior valore. Senza però dover sostenere i costi proibitivi che certe fibre, lavorate allo stato puro, richiedono &#8220;. Se puntare sulla qualità sembra essere da più parti la carta vincente per uscire dalla crisi, la partita non potrà fare a meno di giocare anche sulle fibre nobili, destinate ad essere ancora per lungo tempo le protagoniste di tanti guardaroba.</p>
<p>Alpaca<br />
Viene ricavata da un animale molto simile al lama, allevato in gregge e tosato ogni due anni. La fibra è divisa in base a sette colori fondamentali: bianco, grigio, marrone chiaro, marrone scuro, nero, pezzato e rossiccio.</p>
<p>Angora<br />
E&#8217; il coniglio d&#8217;angora l&#8217;animale da cui si ricava l&#8217;omonimo pelo, particolarmente soffice al tatto e molto caldo. La tosatura di questo animale viene eseguita ogni tre mesi, semplicemente pettinandolo. Ogni coniglio d&#8217;angora produce in media 300 grammi di fibra e la sua produttività dura una decina di anni.</p>
<p>Cachemire<br />
E&#8217; l&#8217;oro dei tessuti di lana. La cachemire è una capretta vellutata che vive al alte quote e che, nonostante numerosi tentativi, non si è mai adattata ai climi europei e quindi si trova solo in Estremo oriente. Nelle zone in cui vive la temperatura tocca durante l&#8217;inverno anche 30 gradi sotto zero: più i pascoli sono tormentati dal vento gelido, più caldo e soffice sarà il suo vello. Ogni capra fornisce in media 200 grammi di fibra, di cui 110 vengono usati per la manifattura. Quindi non c&#8217;è da stupirsi se un maglione in cachemire costa come l&#8217;oro: per farlo occorrono sette caprette e ben 5 chilometri e mezzo di filo, pari a circa di 300 grammi di filo.</p>
<p>Mohair<br />
Si ottiene da una capra che popola alcune regioni turche. Da poco viene allevata anche negli Stati Uniti e in Sudafrica. E&#8217; meno arricciata rispetto alla lana, è liscia al tatto, lucida e con un colore bianco trasparente. Le sue caratteristiche sono, tutto sommato, molto simili a quelle della lana di pecora, specialmente per il calore, la resistenza e l&#8217;elasticità.</p>
<p>Vigogna<br />
E&#8217; la fibra naturale più fine esistente. Prende il nome da un piccolo camelide che vive allo stato brado in Perù e che da sempre per ottenere il suo mantello veniva ucciso. Il pericolo della sua estinzione ha spinto il governo peruviano a vietarne rigorosamente la caccia. La vigogna produce due diversi strati di pelo: un sottopelo, utilizzato per l&#8217;abbigliamento e un vello ordinario lungo e setoloso.</p>
<p>E&#8217; un lavoro per pochi. Mix tra passato e futuro</p>
<p>Non è certo da tutti lavorare le fibre nobili. Possono farlo solo le filature che si sono tenute al passo con i tempi, che sono state attente alle tendenze del mercato e che oggi hanno non solo gli strumenti ma anche quel bagaglio di conoscenze in grado di lavorare materie prime pregiate e dalla particolare finezza.<br />
&#8220;Ci vuole una particolare attenzione per certi tipi di lavorazioni &#8211; commenta Guido Pagliai, caposezione per l&#8217;Unione industriale delle filature -. Inoltre sono necessari non tanto macchinari nuovi, ma soprattutto con determinati requisiti tecnologici. Negli ultimi anni è molto cresciuta la domanda di certe fibre e solo chi aveva fatto delle scelte coraggiose oggi può lavorarle&#8221;.<br />
Gioca un ruolo fondamentale anche la fantasia per arrivare ad un prodotto finito interessante. &#8220;Oggi si riescono a fare dei misti cachemire impensabili fino a qualche anno fa &#8211; gli fa eco Marzio Bonanni, vicepresidente del Consorzio lavorazioni tessili &#8211; ed è soprattutto su questi che si concentrano le richieste del mercato. Queste fibre vengono usate per la maglieria e il loro utilizzo non è poi così legato alla moda del momento: una maglia di cachemire resta sempre un bel capo, anche se classico&#8221;.<br />
Ed è proprio l&#8217;idea di un prodotto classico, poco soggetto alle oscillazioni dei gusti della moda, che piace a chi lavora con queste fibre. Non è solo cachemire puro quello che viene lavorato: una parte è anche rigenerato. &#8220;Si utilizzano ritagli di maglieria o tagli di confezioni &#8211; aggiunge Lido Macchioni, presidente del Consorzio lavorazioni tessili &#8211; e alla fine il risultato è lo stesso. Quando si parla di rigenerato si ha sempre l&#8217;immagine di qualcosa di sporco, di un residuo di lavorazione usato. Invece non è sempre così: nel caso del cachemire utilizziamo praticamente fibre nuove, che vengono da un processo in cui non si sono contaminate&#8221;.</p>
<p>Biagioli Modesto da studiare</p>
<p>&#8216;Miglioramento della qualità nel settore T/A. Un&#8217;esperienza nella lavorazione del cashmere: il caso Filati Biagioli Modesto spa&#8217;: questo il titolo della tesi di laurea conseguita presso l&#8217;Università degli Studi di Pisa da Paola Baconcini, nata e cresciuta a Livorno ma entrata in contatto per realizzare la propria tesi, proprio con l&#8217;Istituto Buzzi. &#8220;La reale difficoltà &#8211; afferma la Baconcini &#8211; stava nel reperire materiale al quale attingere. Dopo una serie di tentativi andati a vuoto, un&#8217;amica mi consigliò di scrivere all&#8217;Associazione professionale giovani ex-allievi dell&#8217;Istituto Buzzi di Prato. Con mio grande piacere, in breve tempo venni contattata e fu da quel momento che iniziò la mia avventura. Grazie al supporto dell&#8217;Associazione, in particolare del professor Carlo Ponzecchi e di Emanuele Lucchesi, è stato possibile sviluppare l&#8217;argomento della mia tesi.&#8221; Essa analizza la lavorazione del cashmere nella realtà aziendale della Biagioli Modesto, localizzata nel distretto pratese e conosciuta come una delle filature più prestigiose al mondo.<br />
&#8220;Nel periodo in cui ho elaborato questa tesi &#8211; conclude Paola Baconcini &#8211; ho avuto la possibilità di conoscere posti, persone e cose molto interessanti di cui conserverò sempre un bellissimo ricordo perché, vista nel suo insieme, questa esperienza è stata, a livello personale, fonte di un&#8217;importante crescita interiore&#8221;.</p>
<p>Alvigini ci fa scoprire le fibre</p>
<p>Le fotografie pubblicate in queste pagine sono tratte dal libro &#8216;Le fibre più vicine al cielo&#8217; a cura di Pier Giuseppe Alvigini, un testo nato dalla necessità di esplorare il mondo delle fibre tessili più pregiate, un mondo spesso sconosciuto e lontano da noi.<br />
Alvigini (titolare dell&#8217;omonima società biellese di fibre tessili pregiate) ha 82 anni, da 64 opera nel settore tessile, tuttora al timone dell&#8217;azienda con la stessa passione di quando iniziò. La pubblicazione (prima edizione 1979) ha avuto molte ristampe e una tiratura di oltre centomila copie, deve il suo successo alle bellissime fotografie ma soprattutto dall&#8217;essere stato ideato e realizzato da gente che conosce bene le fibre per averci &#8216;vissuto insieme&#8217;.<br />
Il cachmere, l&#8217;alpaca, il cammello, la lana merino e mohair, il pelo di coniglio e d&#8217;angora scorrono sotto gli occhi dell&#8217;osservatore grazie alle splendide immagini dei più prestigiosi nomi della fotografia mondiale (A. Canevarolo, M. De Biasi, F. Bocchio, G. Lotti, J. Belon, M. Poma, M. Perino, M. Sella, J.F. Pattey). Gli animali vengono osservati sospesi tra terra e cielo nel loro ambiente naturale e negli allevamenti, dalle pendici dell&#8217;Himalaya alla Mongolia, dalla catena andina ai pascoli australiani e texani.</p>
<p>Attenzione, non basta l&#8217;etichetta. Consigli per riconoscerle</p>
<p>Se non è tutto oro quello che luccica, non è nemmeno tutto cachemire quello che potrebbe sembrarlo. La legislazione italiana non comprende una denominazione particolareggiata delle diverse fibre animali pregiate, soprattutto per quello che riguarda le differenti provenienze e le diverse caratteristiche delle fibre. In base ad una direttiva Cee i capi composti interamente o parzialmente di cachemire possono portare il marchio &#8220;pura lana vergine&#8221;, anche se raramente il produttore manca di far notare sulla propria etichetta la presenza di questa fibra. &#8220;Le notevoli differenze di valore esistenti, non solo rispetto alla fibra di lana, partner per antonomasia delle fibre pregiate, ma anche tra le stesse fibre pregiate, insieme alle difficoltà della distinzione di queste fibre con metodi analitici obiettivi, sono spesso state e sono tuttora una causa di turbativa nella commercializzazione dei prodotti &#8211; commenta Giuseppe Bartolini, docente al laboratorio di chimica presso l&#8217;istituto Buzzi -. E&#8217; sempre più sentita l&#8217;esigenza di identificare i vari prodotti attraverso la misura obiettiva dei principali parametri chimico-fisici e dimensionali mediante metodi il più possibile normalizzati a livello mondiale&#8221;. Il metodo migliore per scegliere il cachemire è quello di affidarsi ai polpastrelli: al tatto il tessuto deve dare la sensazione della pienezza, non basta che sia morbido. Esistono infatti delle lane extrafini che sono morbide come il cachemire. Ma non solo: se ad esempio si notano le cosidette &#8220;palline&#8221; sull&#8217;indumento, ovvero il fenomeno del pilling, siamo in presenza di cachemire composto da fibre corte, e quindi non bellissimo, oppure di tessuto che ha subito un finissaggio sbagliato. </p>
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		<title>Un &#8216;ragazzaccio&#8217; da premio Oscar</title>
		<link>http://www.formapubblica.it/roberto-benigni.html</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 09:35:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pinocchio è la storia del burattino di legno più amato da grandi e piccini, tradotta in quasi tutte le lingue del mondo, illustrata da numerosi disegnatori, rappresentata in teatro, nei fumetti e nei film d&#8217;animazione, approda ancora una volta sul grande schermo. Si tratta di uno dei libri più celebri della letteratura italiana del secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pinocchio è la storia del burattino di legno più amato da grandi e piccini, tradotta in quasi tutte le lingue del mondo, illustrata da numerosi disegnatori, rappresentata in teatro, nei fumetti e nei film d&#8217;animazione, approda ancora una volta sul grande schermo.<br />
Si tratta di uno dei libri più celebri della letteratura italiana del secondo ottocento, dopo la Bibbia, sicuramente il secondo libro più venduto di tutti i tempi, un successo che si è diffuso al di fuori dei confini nazionali tanto da attribuire al burattino di legno una propria personalità.<br />
Dopo i film di Ernesto Maria Pasquali, Walt Disney, Giannetto Guardone, Luigi Comencini e Francesco Nuti è Roberto Benigni a far rivivere le avventure di Pinocchio.<br />
Un Pinocchio, scritto a quattro mani con Vincenzo Cerami, che si presenta &#8211; come ha più volte sottolineato lo stesso Benigni: &#8220;Un po&#8217; Amleto, un po&#8217; Edipo e un po&#8217; Don Chisciotte, una fiaba dove sono racchiuse le contraddizioni del mondo e che può essere vissuta come un sogno oppure come un incubo. Un&#8217;opera che racchiude in se gioia, spensieratezza, felicita, libertà, purezza e fantasia ma anche illusione e cattiveria, che evoca sensazioni e stati d&#8217;animo della vita che circonda l&#8217;uomo. Come è possibile non innamorarsene?&#8221;.<br />
Non stupisce che oggi Roberto Benigni se ne sia invaghito, dopo averlo forse ascoltato cento volte, narrato e letto da bambino e ragazzo. In quel burattino Roberto ha visto parte della sua biografia, l&#8217;ha sentito concorde e solidale con quel bisogno di libertà e di verità che ne fa una creatura fragile ma ineffabile, per quel correre affannato per strade povere e dentro povere case.<br />
&#8220;Ringrazio mio padre, contadino, per il dono della povertà, un dono che aiuta a comprendere i veri valori della vita&#8221; &#8211; con queste parole Roberto Benigni ha sorpreso il mondo, la notte degli oscar, nel tempio del lusso e delle frivolezze.<br />
Benigni come Pinocchio. L&#8217;aveva disegnato così il grande regista Federico Fellini: &#8220;Roberto è un clown geniale che tutto il mondo dovrebbe invidiarci&#8221;. E così lo ricordano gli amici di vecchia data, quelli di gioventù, i compagni di giochi del paese dove il piccolo grande comico toscano ha mosso i suoi primi passi nel mondo del teatro.<br />
&#8220;Quel benedetto figliolo non aveva voglia di studiare né di cercarsi un lavoro serio &#8211; raccontano i familiari &#8211; s&#8217;era messo in testa di fare il guitto&#8221;.<br />
In lui sono racchiusi tutti i personaggi che interpreta, in teatro così come nel cinema, fanno parte della sua personalità, lo contraddistinguono nel mondo dei comici, perché non è uguale a nessuno. &#8220;Si presentava in aula con gli stessi gesti e le stesse movenze con cui adesso si presenta sul palcoscenico &#8211; ricordano alcuni compagni di scuola &#8211; con l&#8217;unica differenza che non portava gli occhiali&#8221;.<br />
Benigni con gli anni ha affinato la sua personalità, seguendo un percorso di maturazione che non ha portato alla creazione di un personaggio stereotipato e costruito, ma a quell&#8217;essere &#8216;burattini&#8217; per poter diventare poi davvero umani.</p>
<p>I PRIMI PASSI DA ARTISTA<br />
L&#8217;accostamento tra Roberto Benigni e Pinocchio è azzeccato anche secondo l&#8217;amico Franco Casaglieri, che come lui ha scelto la vita artistica, divisa tra cinema e teatro, al suo fianco in alcuni dei film realizzati: &#8220;Chi meglio di Roberto può interpretare il mitico burattino di legno? Del resto un po&#8217; Pinocchio lo è sempre stato, fin da ragazzino quando faceva il cannellaio per racimolare un po&#8217; di soldi e frequentava l&#8217;istituto Datini, sempre a scherzare con tutti, dall&#8217;insegnante di religione che era una monaca ai banconieri dei negozi di Vergaio&#8221;.<br />
&#8220;E i primi passi sul palcoscenico &#8211; continua Franco Casaglieri &#8211; da studente del Datini per seguire la rivista dell&#8217;istituto nelle vesti di capo comico fino a quando non arrivò al teatro studio del Metastasio&#8230; Poi, nel settembre del 1972 Roberto decide di fare il grande passo: con tre amici (Donato Giannini, Carlo Monni e Aldo Buti) parte alla volta della capitale a bordo di una Citröen Ds modello Pallas&#8221;.<br />
E del &#8216;Pinocchio&#8217; sognato per tanto tempo e che oggi sta per diventare realtà? &#8220;Era la fine degli anni Settanta, primi anni Ottanta &#8211; riprende Casaglieri &#8211; quando Federico Fellini iniziò a pensare ad un film sulla creatura di Carlo Collodi, ma tanta era la difficoltà nel realizzarlo, enorme la quantità delle immagini da realizzare&#8230;&#8221;.<br />
A distanza di vent&#8217;anni Pinocchio ha trovato la forza per esprimersi. Oramai alle ultime battute sarà presentato al grande tra la metà di ottobre e il periodo natalizio.<br />
Più che doveroso un accenno al grande sforzo produttivo, la pellicola ha un budget di quaranta milioni di dollari, oltre quaranta mila euro.<br />
&#8220;E&#8217; il film più spettacolarmente grandioso che ho girato &#8211; ha rivelato Roberto Benigni, in una delle pochissime interviste rilasciate &#8211; una storia francescana poverissima, ma per fare la ricchezza dell&#8217;immaginazione qualche soldo ci vuole&#8221;.</p>
<p>LA FILMOGRAFIA DI BENIGNI<br />
Scoperto solo tre anni fa dagli americani, Roberto Benigni era invece considerato dagli italiani da molto tempo un fenomeno. La sua esuberanza, la sua simpatia, la sua spontaneità hanno sempre fatto breccia nel cuore di tutti, a volte criticato ma pur sempre amato e ammirato.<br />
Un vero e proprio mostro sacro del cinema italiano che nasce a Misericordia, un piccolo paese della provincia di Arezzo. Si trasferisce ancora molto giovane con il padre Luigi, la mamma Isolina e le tre sorelle a Vergaio, una frazione di Prato, patria millenaria di telai e panni e già famosa in tutto il mondo.<br />
Una breve parentesi come operaio tessile, prima studente e poi una volta terminata la scuola, il trasferimento a Roma con tre amici e una chitarra. E&#8217; così che arriva il debutto teatrale con la commedia &#8216;I Burosauri&#8217;.<br />
Con Giuseppe Bertolucci dà vita al personaggio di Mario Cioni, sboccato vitellone rurale che non risparmia niente a nessuno e che troverà sfogo nella serie televisiva &#8216;Onda libera&#8217;.<br />
Si dedica in modo particolare alle manifestazioni teatrali e popolari, partecipa nelle vesti di critico cinematografico strampalato a &#8216;L&#8217;altra domenica&#8217; di Renzo Arbore.<br />
Nel 1977 arriva il primo film: &#8216;Berlinguer ti voglio bene&#8217;, dove il protagonista è sempre Mario Cioni. Il suo turpiloquio è un&#8217;evidente &#8220;ricerca di linguaggio&#8221;, come dice lui, e contiene i germi della poesia.<br />
Debutta come regista nel 1983 con &#8216;Tu mi turbi&#8217; dove al suo fianco compare la moglie Nicoletta Braschi, da qui il via per il grande successo. Poi arriva il cinema d&#8217;autore con Marco Ferreri. L&#8217;incontro con il comico napoletano Massimo Troisi, dà vita a &#8216;Non ci resta che piangere&#8217; pietra miliare della commedia italiana.<br />
Tutto viene fatto senza mai dimenticare il teatro come testimoniato dal lungometraggio dal titolo &#8216;Tutto Benigni&#8217; che riprende la fortunata tournée in giro per l&#8217;Italia.<br />
Nel 1986 arrivano le prime esperienze americane, prima viene diretto da Jarmush in &#8216;Daunbailò&#8217; e cinque anni più tardi interpreta un episodio del film &#8216;Taxisti di notte&#8217;.<br />
Ma è nel suo paese d&#8217;origine che Roberto Benigni ottiene i maggiori risultati. Corre il 1988 quando con &#8216;Il piccolo diavolo&#8217; sbanca i botteghini e inizia la sua fortunata collaborazione con Vincenzo Cerami; a seguire l&#8217;ultimo film girato dal grande Federico Fellini che scrittura l&#8217;attore per &#8216;La voce della luna&#8217;; poi &#8216;Johnny Stecchino&#8217;, un altro clamoroso boom di pubblico.<br />
Una piccola pausa con &#8216;Il figlio della pantera rosa&#8217; e poi nuovamente un trionfo con &#8216;Il mostro&#8217; con il quale il comico-attore toscano si conferma una miniera d&#8217;oro.<br />
Ma ecco arrivare nel 1997 il suo capolavoro più grande con &#8216;La vita è bella&#8217;, un film comico-drammatico che racconta l&#8217;olocausto, massima tragedia del ventesimo secolo, attraverso il sorriso e la poesia. Film candidato a sette premi Oscar che ha permesso a Benigni di entrare nel firmamento di Hollywood vincendo la prestigiosa statuetta come miglior attore protagonista.<br />
L&#8217;ultimo film in cui si è visto è stato &#8216;Asterix e Obelix contro Cesare&#8217;. Ma oggi l&#8217;attenzione è tutta puntata sul suo prossimo &#8216;Pinocchio&#8217;, dagli addetti ai lavori già considerato un successo cinematografico tutto italiano</p>
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		<title>Denti rovinati, spezzati o storti?</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 08:58:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le faccette dentali sono dei rimedi odontoiatrici per problemi come denti spezzati, rovinati e storti. Le faccette dentali, anche dette faccette estetiche, fanno parte di quella branca della medicina odontoiatrica detta proprio odontoiatria estetica. Ogni faccetta dentale va a risolvere dunque un problema di tipo estetico, ma non solo. La perfetta struttura degli elementi dentali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le faccette dentali sono dei rimedi odontoiatrici per problemi come denti spezzati, rovinati e storti. Le faccette dentali, anche dette faccette estetiche, fanno parte di quella branca della medicina odontoiatrica detta proprio odontoiatria estetica. Ogni faccetta dentale va a risolvere dunque un problema di tipo estetico, ma non solo. La perfetta struttura degli elementi dentali infatti, permette la normale funzionalità del morso, soprattutto nel momento della masticazione. Le faccette dentali permettono di ripristinare queste funzioni oltre che migliorare l&#8217;aspetto estetico del paziente. Si sa, un buon sorriso è alla base dei normali rapporti sociali, biglietto da visita degli individui della moderna società capitalistica, che ha di cero puntato l&#8217;attenzione verso al pubblicizzazione dei vari prodotti, e, di rimando, verso la creazione di modelli estetici precisi. Pensate alle tante pubblicità di dentifrici, chewin gum ecc ecc. I sorrisi sfoggiati nelle TV e nei rotocalchi sono spessi difficili da emulare. L&#8217;estetica ormai gioca un ruolo decisamente importante nella vita degli individui, a torto o a ragione: ormai le cose vanno così. Metodi come le faccette estetiche risultano essere comunque qualcosa di decisamente positivo, mai vanesio, poiché risolvono anche problemi funzionali. Ecco allora che l&#8217;estetica diviene importante anche per la salute dell&#8217;individuo. L&#8217;intervento chirurgico per la loro applicazione è decisamente molto semplice. Il medico fa un&#8217;impronta dentale del paziente, e poi la manda al laboratorio odontotecnico. Nel frattempo si inseriscono faccette dentali provvisorie in resina. Durante un secondo intervento si applicano le faccette in ceramica, che hanno uno spessore di circa 05.00 – 07.00 millimetri. Il medico le cementa direttamente sulla parte esterna del dente (labiale), dopo aver preparato lo smalto. Le faccette hanno una grande resistenza, e, se ben curate, possono durare anni. Il paziente dovrà comunque fare attenzione durante la masticazione, onde evitare problemi come filettatura o crepe nella ceramica. </p>
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		<title>Il 23% dei single non rinuncia al sesso</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 08:33:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Single e sesso, accoppiata difficile? Dipende dai punti di vista. Intanto una cosa è certa: non è certamente il sesso un argomento che “tira”, o meglio “motiva” fortemente nella ricerca del partner (almeno secondo quanto emerge da un sondaggio condotto da PARSHIP.it, servizio on line leader in Europa per chi cerca relazioni serie e durature, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Single e sesso, accoppiata difficile? Dipende dai punti di vista. Intanto una cosa è certa: non è certamente il sesso un argomento che “tira”, o meglio “motiva” fortemente nella ricerca del partner (almeno secondo quanto emerge da un sondaggio condotto da PARSHIP.it, servizio on line leader in Europa per chi cerca relazioni serie e durature, basato sull’affinità di coppia calcolata in modo scientifico).</p>
<p>Un partner stabile è cercato, piuttosto, perché stare in due è meglio (lo pensa il 47% dei single italiani), perchè è importante poter avere una persona di cui fidarsi veramente (45%) e perché dà sicurezza emotiva (43%).</p>
<p>In parte questo è dovuto al cambiamento dei costumi sociali; non solo gli uomini single ma anche, in egual misura, le donne, vivono in modo più libero e non condizionato la loro sessualità: (rispettivamente il 23 e il 22%): se l’amore e una coppia duratura non ci sono, instaurano in modo mirato rapporti occasionali o “relazioni sessuali”.</p>
<p>Tra coloro che ritengono il sesso un bisogno “attivo” che richiede regolare soddisfacimento, ci sono anche quelli che – in assenza di un compagno o una compagna – tendenzialmente “fanno da soli”: preferiscono l’autoerotismo agli incontri occasionali (19% degli uomini, 17% delle donne).</p>
<p>Un single su 4 e quasi una donna su tre (28%) preferisce invece utilizzare creativamente l’“eros pulsante” dedicando maggior tempo (ed energie) a sport e altre attività.</p>
<p>Il sesso non è un richiamo insopprimibile per tutti: se non c’è un partner, infatti, una bella fetta di uomini e donne (27 e 28%) non sente la necessità di una vita sessuale attiva. E c’è persino chi non la sente affatto, neanche quando è in coppia (circa l’1,5% dei single).</p>
<p>Da segnalare infine uno (scarso) 4% di single per cui il sesso è importante soprattutto… per far piacere al/alla partner e non perderlo/a.</p>
<p>Al sondaggio di PARSHIP.it (www.parship.it) hanno partecipato 1.231 single, di cui 591 uomini e 640 donne.</p>
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		<title>Implantologia All on Four</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 07:50:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[All on Four amplifica ulteriormente i grandi successi finora ottenuti nel campo dell’implantologia moderna. Ritrovare un sorriso perfetto infatti oggi non è più un sogno per chi soffre di edentulismo parziale o totale e la risposta, in ogni caso, è definitiva. Quando estetica e innovazione tecnologica si uniscono, infatti, i risultati sono garantiti. Il materiale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All on Four amplifica ulteriormente i grandi successi finora ottenuti nel campo dell’implantologia moderna. Ritrovare un sorriso perfetto infatti oggi non è più un sogno per chi soffre di edentulismo parziale o totale e la risposta, in ogni caso, è definitiva.<br />
Quando estetica e innovazione tecnologica si uniscono, infatti, i risultati sono garantiti.<br />
Il materiale usato per gli impianti, che sostituiscono le radici preesistenti, è il titanio, elemento del tutto biocompatibile in grado di essere assimilato alla struttura ossea e che quindi garantisce un ancoraggio saldo per il dente in ceramica che verrà applicato.<br />
È oggi è possibile ripristinare intere arcate con il metodo All on Four, con l’ausilio di solo quattro pilastri in titanio in grado di reggere le protesi dentali.<br />
L’inclinazione dei perni, inseriti nell’osso sotto la gengiva, garantisce un ancoraggio perfetto e si può operare anche nel caso in cui la struttura ossea presenti una scarsa volumetria, cosa che non era possibile con gli impianti tradizionali se non sottoponendosi ad un trapianto.<br />
Il paziente che si sottopone ad un intervento All on Four può tornare a sorridere in una sola seduta.<br />
Si interviene sotto anestesia locale e dopo un’attenta valutazione delle condizioni di salute del paziente.<br />
Nella fase preparatoria si effettua uno screening completo virtuale del cavo orale. Inoltre, dei software specifici coadiuvano ogni stage senza margine di errore.<br />
Unico limite è la presenza di eventuali patologie in corso, quali disturbi cardiocircolatori, diabete, malattie immunodepressive. Sarà il dentista a valutare se ci sono le condizioni giuste per poter procedere con l’intervento.<br />
Il vantaggio della metodica All on Four è che si può procedere al carico immediato in una sola seduta, si inseriscono gli impianti e si applicano subito le arcate e anche i costi sono contenuti.<br />
Al paziente non rimane che sfoggiare i denti nuovi e averne cura.</p>
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		<title>Autismo I Sintomi</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 15:22:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Autismo è una patologia molto particolare, di cui ancora poco si conoscono le cause scatenanti, e che viene inserito nella comunità scientifica degli psicologi e degli psichiatri, all&#8217;interno dei Disturbi dello Sviluppo. Questo poiché interessa soprattutto la funzione celebrale, impedendo al malato di sviluppare una reale integrazione sociale, ostacolando le normali e corrette forme di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left">
<br />L&#8217;Autismo è una patologia molto particolare, di cui ancora poco si conoscono le cause scatenanti, e che viene inserito nella comunità scientifica degli psicologi e degli psichiatri, all&#8217;interno dei Disturbi dello Sviluppo. </p>
<p>Questo poiché interessa soprattutto la funzione celebrale, impedendo al malato di sviluppare una reale integrazione sociale, ostacolando le normali e corrette forme di comunicazione. Il disturbo solitamente<br />
<span style="background-color: #FFFF00">si manifesta entro il terzo anno d&#8217;età</span>, ed interessa prevalentemente i soggetti di sesso maschile. Il termine autismo venne introdotto per la prima volta intorno al 1911, per merito degli studi del Professor Bleuler. </p>
<p>Da lì in poi la psichiatria conobbe uno sviluppo notevole dell&#8217;interesse verso le problematiche infantili, che sfociò negli anni &#8216;60 &#8211; &#8216;80 nella redazione di molti interessanti articoli e studi inerenti l&#8217;argomento. Si fecero dunque grandi passi in avanti nelle conoscenze della psicologia dello sviluppo e nella psichiatria infantile. </p>
<p>La diagnosi verso questo particolare disturbo viene fatta in base alla presenza<br />
di un certo numero di precisi indicatori comportamentali. Fattori di rischio<br />
fondamentali possono essere di carattere genetico, con episodi simili<br />
all&#8217;interno della famiglia; anomalie metaboliche o anomalie particolari del<br />
parto, come il sottopeso del neonato. </p>
<p><span style="background-color: #FFFF00">Il rischio di una diagnosi affrettata</span><br />
è quello di associare l&#8217;autismo ad altri disturbi del Sistema Nervoso Centrale. Una delle caratteristiche principali della disfunzione portata dalla patologia, e&#8217; l&#8217;impedimento della comunicazione: il paziente non è sempre in gradi di comunicare verbalmente, oppure quando lo fa si esprime in modo bizzarro a causa del fenomeno dell&#8217;ecolalia: il malato tende infatti a ripetere in modo ossessivo e consequenziale parole appena ascoltate (ecolalia immediata) o di ripete frasi dopo molto tempo dal loro primo ascolto (ecolalia differita). </p>
<p>L&#8217;<strong>autismo</strong> dunque lascia intatte le capacità imitative del malato, ma non gli permette di organizzarle in un quadro costruttivo e strutturato. L&#8217;interazione sociale, se non del tutto abolita, risulta davvero difficile per le persone che contraggono in qualche modo questa disturbo del sistema nervoso.</p>
<p>
[<a href="http://www.formapubblica.it/psicologo-roma.html">psicologo roma</a>]<br />
- [<a href="http://www.formapubblica.it/">home</a>]<br />
- [<a href="http://www.formapubblica.it/pedofilia.html">pedofilia</a>]</p>
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		<title>Come aprire un B&amp;B a Roma?</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 15:20:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Molti guardano con grande interesse alle attività ricettive svolte all&#8217;interno di un beb Roma, interesse destato dalla possibilità per chiunque di poter aprire una propria struttura. Il B&#038;B infatti può rivelarsi un&#8217;ottima occasione di aumentare le entrate monetarie in modo facile e sicuro, soprattutto in questo periodo di crisi, in cui la possibilità di guadagnare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left">
Molti guardano con grande interesse alle attività ricettive svolte all&#8217;interno<br />
di un <a href="http://www.aprirebedandbreakfast.com/">beb Roma</a>, interesse destato dalla possibilità per chiunque di poter aprire una propria struttura. Il B&#038;B infatti può rivelarsi un&#8217;ottima occasione di aumentare le entrate monetarie in modo facile e sicuro, soprattutto in questo periodo di crisi, in cui la possibilità di guadagnare qualcosa di più non è affatto trascurabile. Oltretutto il B&#038;B può divenire anche l&#8217;attività lavorativa unica e principale, come infatti lo è già per molti. Poter mettere a disposizione anche solo una camera del proprio appartamento e ricevere un compenso dal suo affitto saltuario è in effetti una chance di guadagno ottima. Inoltre, avere a disposizione di un intero appartamento di proprietà, riduce di molto i costi per l&#8217;apertura di una struttura del genere, riducendoli a soli costi di allestimento e manutenzione, Naturalmente la creazione di B&#038;B favorisce maggiore guadagno in proporzione al numero di camere da affittare. </p>
<p>
[<a href="http://www.formapubblica.it/">home</a>]</p>
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		<title>Bulimia I Bulimia Nervosa</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 15:17:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Bulimia, proprio come l&#8217;Anoressia, è un disturbo dell&#8217;alimentazione, denominato nel linguaggio medico Disturbo Alimentare Psicogeno (DAP). La parola deriva dal greco &#8220;fame da bue&#8221;, e sta ad indicare la tendenza del malato di riempirsi in modo sconsiderato di cibo, per poi cercare in tutti i modi possibili di non metabolizzarlo, magari mediante vomito autoindotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left">
<br />La Bulimia, proprio come l&#8217;Anoressia, è un disturbo dell&#8217;alimentazione, denominato nel linguaggio medico Disturbo Alimentare Psicogeno (DAP). </p>
<p>La parola deriva dal greco &#8220;fame da bue&#8221;, e sta ad indicare la tendenza del malato di riempirsi in modo sconsiderato di cibo, per poi cercare in tutti i modi possibili di non metabolizzarlo, magari mediante vomito autoindotto o l&#8217;uso di lassativi e purghe. </p>
<p>Si è parlato di Bulimia per la prima volta nel 1979, all&#8217;interno degli studi del Professor Gerald Russel, salito da allora alla ribalta della medicina psichiatrica. In Italia<br />
<span style="background-color: #FFFF00">circa l&#8217;1% della popolazione</span><br />
contrae questa particolare malattia, e la percentuale riguarda soprattutto gli individui di genere femminile. Il periodo più a rischio è quello che va<br />
<span style="background-color: #FFFF00">dai 12 e i 25 anni</span>, passaggio fondamentale nella vita delle persone, che si traghettano dall&#8217;età infantile ed adolescenziale a quella matura.</p>
<p>Questo passaggio fondamentale può provocare molti disturbi, per via del corpo che inizia a modificarsi e della personalità che marca maggiormente le sue peculiarità, positive o negative che esse siano nella valutazione dell&#8217;individuo stesso. </p>
<p><span style="background-color: #FFFF00">Gli episodi di Bulimia</span><br />
si caratterizzano per una pulsione di tipo compulsiva che costringe il paziente ad ingerire grandi quantità di cibo. La pulsione è incontrollabile, e il povero malato non può che assecondarla. Spesso l&#8217;episodio patologico viene scatenato da ansia, attacchi di panico o in generale da alterazioni repentine dell&#8217;umore.</p>
<p>Esistono due diversi tipi di Bulimia:<br />
quella con condotte di eliminazione, cioè la consuetudine di<br />
<span style="background-color: #FFFF00">rigettare il cibo ingerito mediante vomito autoindotto</span><br />
o utilizzo inappropriato e nocivo di lassativi e purghe; e quella senza condotte di eliminazione, in cui il soggetto adotta comportamenti compensatori inappropriati, ma diversi da vomito e purghe.</p>
<p>Perché si possa parlare di Bulimia, le grandi abbuffate compulsive devono presentarsi<br />
<span style="background-color: #FFFF00">almeno due volte a settimana per minimo tre mesi consecutivi</span>. I motivi scatenanti di questa malattia possono essere di tipo biologico, ambientale e psicologico.</p>
<p>La terapia necessita della concertazione delle competenze di psicoterapeuti, neuropsichiatri e nutrizionisti.
</p>
<p>
[<a href="http://www.formapubblica.it/psicologo-roma.html">psicologo roma</a>]<br />
- [<a href="http://www.formapubblica.it/">home</a>]</p>
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